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Fico d’India: consigli utili per coltivarlo

Il Fico d’India è una pianta succulenta che ha origine in Messico, è estremamente facile da coltivare soprattutto nella zona Mediterranea. La pianta può arrivare a toccare un’altezza che va dai 3 ai 5 metri, con un fusto che si compone da diverse pale, ovvero dei fusti modificati che sono lunghi circa 30 centimetri ed hanno una forma ovale e appiattita.

L’intera pianta si ricopre di spine lunghe all’incirca 1 o 2 centimetri, che si alternano da glochidi che sono provviste di piccoli uncini e se si piantano nella pelle umana risultano essere difficili da rimuovere. Le foglie invece hanno una forma conica e sono lunghe pochi millimetri.

Descrizione e caratteristiche del fico d’India

  • Altezza dei fusti: 30 centimetri;
  • Altezza della pianta: da 3 a 5 metri;
  • Concimazione: non necessaria;
  • Bisogno idrico: medio;
  • Umidità ambiente: scarsa;
  • Esposizione: in estate mai esporlo al sole diretto;
  • Parassiti che l’attaccano: afidi, insetti, acari.

Il Fico d’India si adatta facilmente a ogni diverso tipo di ambiente e soprattutto temperatura, ma se vogliamo massimizzare la sua coltivazione dovremo sempre tenere conto di una serie di regole. Deve essere coltivato in ambienti abbastanza caldi, dove la temperatura non arrivi mai a toccare gli zero gradi. Predilige un terriccio a PH neutro o basico e dovrà essere collocato in un ambiente che non sia troppo umido; in estate non dovrà mai essere esposto ai raggi diretti del sole.

Il suo frutto si presenta come una grande bacca dal colore arancione,viola e verde che è ricca di semi; ha una forma tonda e allungata con un peso che va da 150 a circa 400 grammi. Anche in questo caso dovrete fare attenzione perché presentano delle spine che possono essere molto fastidiose se si insinuano nella pelle. E’ particolarmente amato perché ricco di fibre che aiutano l’apparato digerente a restare sempre in forma e regola al meglio il corretto funzionamento del nostro organismo. Dona inoltre energia immediata grazie alla forte presenza di fruttosio e aiuta le difese immunitarie andando ad apportare vitamina A e B. Ha poche calorie: se ne contano solo 55 ogni 100 grammi.

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Manutenzione e cura

Il periodo di fioritura è in primavera, momento in cui la pianta preferirà luoghi molto soleggiati e riparati dal vento. Dovrete annaffiarla regolarmente se è in fase di impianto, mentre per il resto del tempo è bene diminuire le quantità di acqua. Richiede sempre temperature superiori a 6 °C per uno sviluppo ottimale e pur non avendo bisogno di concimi, potrete attuare tra novembre e dicembre una concimazioni a base di solfato potassico.

La potatura è da effettuare in primavera fino a fine estate, periodo che risulta essere prezioso per lo sviluppo della pianta stessa; consigliamo anche di eliminare le pale e frutti fioriti in primavera, in modo da poter dar vita a frutti ottenuti dalla seconda fioritura che generalmente sono più grossi e hanno un sapore migliore.

Come detto il suo frutto è apprezzato per le qualità organolettiche che presenta; le fibre che contiene sono perfette per controllare il senso di fame, riducono l’assimilazione di lipidi e zuccheri e combattono la stitichezza. L’unica precauzione riguarda la loro raccolta: armatevi di guanti e cesoie per evitare di pungervi.

 

 

 

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